Ce la faccio da solo
Il progetto “Ce la faccio da solo” ha come obiettivo l’autonomia della persona e la migliore integrazione nel suo ambiente. Dopo una prima valutazione psichiatrica e integrata l’equipe si riunisce per stabilire che tipo di percorso proporre alla persona e alla sua famiglia.
Il percorso viene costruito sulle risorse della persona facendo leva sulle sue abilità, rispettando così le sue potenzialità e le sue attitudini, nonché le sue difficoltà.
Un’equipe che fornisce alla persona lo stesso tipo di risposta, che rinforza gli obiettivi, sia nel percorso individuale, sia con i familiari, è fondamentale per la motivazione al cambiamento e quindi verso una maggiore indipendenza della persona.
Destinatari
Il progetto è destinato a tutte le persone adulte con Disabilità Intellettiva e alle loro famiglie.
Obiettivi
Gli obiettivi principali sono:
- Mantenere e migliorare le capacità della persona
- Crescita dell’autonomia della persona come “saper fare” (acquisizione di nuove abilità) e “saper essere” (proponendo percorsi di riflessione volti alla crescita della propria identità di giovani ed adulti)
- Fornire sostegno alle famiglie della persona con Disabilità Intellettiva che spesso hanno alle spalle un periodo lungo e faticoso che può portare a difficoltà di gestione dei problemi comportamentali nella vita quotidiana
Metodologia
Dopo una prima fase valutativa integrata comprendente un colloquio con lo psichiatra e la somministrazione di vari test (STADI, DASH-II, Vineland, SAID, BRIEF-A, QOL) lo psicologo prende in carico la persona osservando, con l’aiuto della famiglia, l’ambiente in cui vive, le attività che possono essere sviluppate nella realtà e mantenute nel tempo. Tale figura mantiene i contatti con la persona e con i familiari durante l’intero percorso.
Attraverso un lavoro di Parent Training la famiglia diventa parte integrante del progetto, un valido aiuto per potenziare i risultati in base ai feedback sui comportamenti nell’ambiente domestico. Attraverso ulteriori colloqui si forniscono indicazioni alla famiglia su eventuali difficoltà, sulla comprensione e gestione della nuova situazione in via di sviluppo, affinché il lavoro possa essere coordinato e omogeneo.
Allo stesso tempo, lo psicologo supervisiona il lavoro svolto dagli educatori, fornendo supporto nella relazione con la persona e indicazioni sugli obiettivi da perseguire che possono evolversi in base alle esigenze e al percorso della persona.
Con tale metodologia si cerca di rispondere alle problematiche pratiche di inserimento nella vita quotidiana, si lavora sul miglioramento delle capacità adattative, delle relazioni con i familiari, e interpersonali in genere, sull’acquisizione di capacità per la cura della persona, sull’orientamento all’interno del proprio territorio compresa una maggiore autonomia per quanto riguarda gli spostamenti, sulla gestione dei propri spazi ed oggetti con la finalità di rendere le persone le più indipendenti e con l’intento di migliorare la qualità della vita.
All’inizio, durante e al termine del progetto verrà consegnato alla famiglia o al care giver, un diario cognitivo atto a fornire ulteriori informazioni sulla persona da parte della famiglia e a tracciare nuovi eventuali obiettivi.
Percorsi proposti
Per raggiungere tali obiettivi lo psicologo, a seconda del caso, può inserire la persona all’interno di uno o più dei seguenti percorsi:
- laboratorio di gruppo (almeno 4 persone) svolti dallo psicologo una volta a settimana per 3 ore
- colloqui con lo psicologo a piccoli gruppi (2 persone) una volta a settimana per due ore
- colloqui individuali di un’ora con lo psicologo una volta a settimana
Lo psicologo inoltre vedrà la famiglia una volta al mese svolgendo con i genitori un lavoro di Parent Training con l’obiettivo di fornire loro sostegno e di aiutarli nella gestione dei problemi comportamentali ed emotivi della vita quotidiana.
E’ infine indispensabile l’aiuto degli educatori che, supervisionati dagli psicologi, diventano dei facilitatori nelle attività proposte:
- Esercizi di orientamento, cognitivi, di stimolo al mantenimento delle abilità acquisite
- Uscite finalizzate alla sperimentazione di abilità acquisite durante i colloqui o i laboratori di gruppo
- Aiuto nell’organizzazione di eventi di socializzazione (tali eventi hanno una doppia finalità: far sentire la persona appartenente alla società costruendo una buona rete di socializzazione e aiutarla a migliorare le abilità sociali)
- Affiancamento per laboratori focalizzati sugli interessi della persona
- Osservazione delle autonomie reali presso il domicilio e sperimentazione di abilità acquisite durante i colloqui o i laboratori di gruppo. Un feedback da parte della famiglia e della persona sul percorso svolto.
Argomenti trattati durante i laboratori di gruppo o durante i colloqui
- area cognitiva (esercizi che sviluppino le abilità cognitive come attenzione, memoria, apprendimento, ecc.)
- area comunicativa relazionale (capacità comunicative, instaurare e mantenere rapporti amicali, sapersi raccontare, saper prendere una decisione in base ai propri interessi e saperla comunicare, ecc.)
- area orientamento e comportamento stradale (sapersi muovere nel proprio territorio a piedi o utilizzando i mezzi pubblici)
- utilizzo del denaro
- area autonomie personali (cura della persona, dei propri oggetti ed indumenti, igiene personale, ecc.)
- psicoeducazione alle componenti affettive ed emotive (facilitare l’autoconsapevolezza e l’osservazione di se stessi, riconoscere e saper dare un nome alle proprie emozioni, rafforzare la capacità di controllare le proprie emozioni negative imparando tecniche di padroneggiamento di queste, saper comprendere e riflettere sulle emozioni e sui sentimenti degli altri)
Risultati
Per quanto riguarda le aree cognitive, emotive, psicopatologiche ed adattative, le valutazioni possono essere utilizzate come indicatori di esito a medio termine e quindi risomministrate dopo sei mesi.
I tests di Valutazione di Qualità di Vita, indicatori di esito a lungo termine, potranno essere risomministrati dopo 12 mesi.
Responsabili del progetto:
Dr.ssa Giulia Casada (psicologa psicoterapeuta)
Dr.ssa Camilla Freccioni (psicologa)
Per informazioni, rivolgersi alla Segreteria:Caterina Forti, alle ore 8:30-12.00 e 15:00-19:30 dal LUNEDI’ al VENERDI’:
- Segreteria: Tel.: 055.50 47 262- Fax.: 055.552.22.80
- Sito: www.serviziascot.com
- E-mail: info@serviziascot.com
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